STILE DELL’INTERVENTO IN STRADA ATTRAVERSO L’UNITA’ MOBILE (CAMPER)

Referente: Fabio Defendi

    035 571515

 servizioesodo@patronatosanvincenzo.it

Il Servizio Esodo opera come servizio di educativa di strada per persone, italiane e straniere, che si trovano in una condizione di emarginazione e che spesso, senza fissa dimora, trovano nell’area della Stazione Autolinee della città di Bergamo il luogo nevralgico del proprio abbandono.

Il Servizio Esodo si rivolge a soggetti che vivono situazioni di disagio e che difficilmente avvicinerebbero un servizio strutturato nel suo luogo formale.

E’ un servizio di “bassa soglia” caratterizzato dalla rinuncia a porre soglie d’ingresso, tanto dal punto di vista burocratico (residenza, nazionalità, invio da altri servizi…) quanto dal punto di vista della strategia della presa in carico (sigla di patti terapeutici, obbligo del colloquio diagnostico…) . L’offerta di risorse precede la domanda di aiuto: la disponibilità di accoglienza e di tregua precede qualunque discorso.

Il Servizio Esodo si pone in un’ottica inclusiva in cui l’obiettivo primario è il contatto, l’interazione relazionale, l’avvicinamento reciproco tra individuo e operatore/servizio in cui si mette al centro un “ammorbidimento” dei codici dell’offerta che consenta d’intercettare ciò che non arriva a costituirsi come domanda. E’ un voler incontrare le persone, all’interno di un contesto di disagio e bisogno,  in tutta la loro  interezza.

Gli operatori del Servizio Esodo sono chiamati, spesso, a dover intercettare un bisogno ancora implicito, a dover stimolarne la consapevolezza e la richiesta. A questo scopo è indispensabile la costruzione di una relazione che costituisca uno spazio intermedio, non invasivo, entro il quale il rapporto di fiducia permetta l’esplicitazione di bisogni e di possibili azioni di cambiamento.

Attraverso l’utilizzo di un’unità mobile (camper) viene garantita, quotidianamente nell’area Stazione, la presenza  in strada degli operatori per offrire:

  1. Vicinanza, ascolto ed orientamento (aggancio relazionale);
  2. Osservazione e mappatura di nuovi fenomeni nell’area Stazione;
  3. Risposta ai bisogni primari attraverso la distribuzione di vestiario, medicinali di base, coperte;
  4. Accompagnamento, quando necessario, alle strutture di pronto intervento sanitario;
  5. Presa in carico per l’elaborazione di progetti individuali in rete coi servizi territoriali;

La condivisione di momenti relazionali con persone in condizioni di emarginazione, attraverso l’informalità, permette di instaurare con loro un clima di fiducia e di riconoscimento reciproco. Ecco che la relazione, non avendo nell’immediato finalità terapeutiche o salvifiche, diventa un incontro autentico dove il soggetto può aprire, a volte anche in maniera inconsapevole, una rilettura della propria esistenza.
Sono questi legami che rappresentano la premessa necessaria per ogni possibile percorso riabilitativo. C’è poi tutto il lavoro di sostegno e di accompagnamento dei soggetti all’interno della rete dei servizi specialistici; il Servizio Esodo si configura come un “ponte” attraverso il quale il soggetto può accedere ad altri servizi e, gradualmente, ri-sperimentare una maggiore padronanza di sé.

SENZA TETTO

Emergenze sanitarie: un problema in aumento per le persone senza fissa dimora

A partire dal 2008 i dati delle persone accolte nei servizi cittadini hanno evidenziato un aumento delle richieste inerenti la condizione sanitaria delle persone in condizione di grave marginalità. Richieste provenienti dalle strutture ospedaliere di Bergamo, per la necessità di dimissione dei pazienti, o richieste provenienti dai servizi di bassa soglia che segnalavano condizione sanitarie precarie di utenti assistiti.

Si è rilevato un aggravarsi delle condizioni sanitarie delle persone senza dimora che ha portato alle seguenti considerazioni:

  • È stato evidenziato l’aumento della violenza a cui sono soggette le persone che vivono in strada a causa delle forme variegate di microcriminalità
  • L’alta esposizione a traumi ed incidenti
  • Si è considerata l’esposizione agli agenti atmosferici
  • Sono stati presi in considerazione i comportamenti delle persone in condizione di marginalità poco rispettosi della salute individuale (consumo di droghe o alcool, poca cura dell’igiene)
  • Infine si è evidenziata la difficoltà di accesso per questa popolazione ai presidi di tutela della salute. Difficoltà legata a motivi burocratici (mancanza di residenza, permesso di soggiorno..) e a motivi individuali legati alla poca capacità di orientare il proprio bisogno.

Normalmente per una persona che vive una condizione di grave marginalità, la salute, è considerata un aspetto secondario rispetto ai problemi di “sopravvivenza” quotidiana (un posto letto, il pasto, il vestiario…). A questo si collega anche il tema dell’igiene personale che si aggrava soprattutto in quei soggetti dove è presente una distanza percettiva da se stessi ed un abbandono determinato da sofferenze psicologiche.

Il percorso di tutela della salute per le persone senza fissa dimora è ulteriormente reso complesso da una serie di variabili: le difficoltà burocratiche/economiche per accedere ai servizi sanitari, la difficoltà ad avere interlocutori in grado di “accogliere” la domanda che spesso è mal formulata, l’impossibilità di avere luoghi di accoglienza dove poter seguire le indicazioni del post-intervento sanitario.

Per queste persone, in ultima analisi, l’accesso alle cure risulta più difficile rispetto a chi appartiene alla fascia di popolazione più agiata e acculturata.

RICHIESTA INCONTRO / INTERVENTO




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