SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO CON MESSA ALLA PROVA (L. 67/2014)

Referente: Dott. Stefano Chiari

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La legge n. 67 del 2014 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico l’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova. La messa alla prova consiste – in estrema sintesi – nello svolgimento, sotto la supervisione dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), di condotte dirette a riparare le conseguenze dannose o pericolose del reato, nel risarcimento dei danni cagionati alla persona offesa, nella mediazione con la vittima del reato, nell’affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di attività di volontariato di rilievo sociale, nella prestazione di lavori di pubblica utilità per enti pubblici anche locali e per enti privati di assistenza socio sanitaria e di volontariato.

Il programma di trattamento costituisce l’elemento indispensabile per accedere alla messa alla prova, del quale il giudice terrà conto nella decisione, congiuntamente ad eventuali altre informazioni che potrà acquisire tramite la polizia giudiziaria. Il programma di trattamento viene elaborato dall’UEPE competente per territorio, su formale richiesta dell’interessato e predisposto in base alle specifiche caratteristiche della persona imputata. La misura può essere concessa dal giudice per reati puniti con la reclusione fino a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria e per non più di una sola volta, o per una seconda, in relazione a illeciti commessi anteriormente al primo provvedimento di sospensione.

L’esito positivo della prova comporta l’estinzione del reato. L’esito negativo per grave e reiterata trasgressione del programma di trattamento o delle prescrizioni, per il rifiuto opposto alla prestazione del lavoro di pubblica utilità, per la commissione durante il periodo di prova di un nuovo delitto non colposo o di un reato della stessa indole di quello per cui si procede, implica che il giudice con ordinanza disponga la revoca e la ripresa del procedimento.

L’associazione della comunità “Don Milani” e l’associazione “In Strada” offrono l’opportunità di accedere ai benefici dell’istituto della “messa alla prova” attraverso diversi percorsi e progetti che vanno a costituire le basi del programma di trattamento.